sabato 8 ottobre 2016

SCHEDA DI ISCRIZIONE
QUALE ACCOGLIENZA?
Il dialogo e le aspettative nella relazione operatore-utente
FORMAZIONE PER OPERATORI e OPERATRICI COINVOLTI NELL’ACCOGLIENZA DI RICHIEDENTI ASILO, RIFUGIATI, MIGRANTI
Il percorso:
  • è gratuito
  • prevede la partecipazione a tutti gli incontri, eventuali assenze-imprevisti vanno segnalati alle organizzatrici
  • è a numero chiuso (max. 25 iscritti/e)
  • prevede il rilascio di un attestato di partecipazione

Nome



Cognome



Ente di riferimento (associazione, cooperativa, struttura..)



Cellulare





e-mail




Motivazione
(cosa spinge a partecipare al percorso)




Eventuali segnalazioni






Contatti: Cecilia Fava 329 5645465 Martina Pallotta 346 3901059
I dati richiesti verranno trattati nell’assoluto rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e sue successive modificazioni ed integrazioni.

Percorso formativo:"Quale accoglienza?"

lunedì 16 marzo 2015

Martedì 17 Marzo ore 20.45, "Và pensiero"

MARTEDI' 17 MARZO ore 20.45
presso l'Auditorium della Casa del Popolo
via Veneziani, RIVERGARO
proiezione del film-documentario realizzato a cura dell'Archivio Memorie Migranti
"VA' PENSIERO"
con la presenza di Mohamed Ba, protagonista del film



L'iniziativa fa parte del Progetto regionale  di Educazione alla pace 2014/2015 del Tavolo della pace di Piacenza :
 “ STRADE DI PACE, STRADE DI SOLIDARIETA' E LINGUAGGI UNIVERSALI” 
 
INGRESSO LIBERO
 
SIETE TUTTE E TUTTI INVITATE/I.
Il Tavolo della pace di Piacenza

martedì 10 marzo 2015

Piccole storie per restare umani...

Quattro chiacchere con il Tavolo della Pace su pregiudizio e discriminazione e tante sequenze video..
 MERCOLEDI' 11 MARZO alle ore 20,45 
 presso l'Auditorium del comune di Podenzano
 Via Montegrappa 100 
Durante la serata saranno proiettate sequenze da: UNA GIRAFFA SOTTO LA PIOGGIA di  Pascale Hecquet, Belgio, 2007,12.10', Animazione THE LUNCH DATE di Adam Davidson, USA, 1990, film breve. JOVID di Silvia Perra con Jovid Sultany, Apo Bakrak, Italia, 2012, 19', Doc.
CAPONERO, CAPOBIANCO  di Rossella Anitori e Antonio Laforgia, Italia, 2012, 6', Doc. ESSERE O NON ESSERE.... ITALIANI di Phaim Bhuiyan, Italia , 2013,5' . Doc. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO di Gabriele Del Grande e  Stefano Liberti, Italia, 2012, 7', Doc.
L'iniziativa fa parte del Progetto regionale  di Educazione alla pace 2014/2015 del Tavolo della pace di Piacenza :
 “ STRADE DI PACE, STRADE DI SOLIDARIETA' E LINGUAGGI UNIVERSALI”
INGRESSO LIBERO
SIETE TUTTE E TUTTI INVITATE/I.
Il Tavolo della pace di Piacenza

martedì 3 marzo 2015


PIACENZA,
Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano,
Via S. Eufemia 15,
VENERDI' 6 MARZO alle ore 21
Sara' presente un regista del film

FIORENZUOLA D'ARDA,
Cinema CAPITOL,
L.go Gabrielli 8,
MARTEDI' 10 MARZO alle ore 21


Un film documentario ma anche un'azione politica, una storia reale ma anche fantastica. "Io sto con la sposa" è tutte queste cose insieme!

Siete tutte/tutti invitati! l'ingresso è gratuito! Diffondete l'invito ad amiche ed amici!

Il Tavolo della Pace di Piacenza

venerdì 13 febbraio 2015

Italia ripudia la guerra: non rendiamo più facile dichiararla

 

In Italia sarà più facile dichiarare lo stato di guerra con la riforma del Senato. 

L’allarme è stato lanciato dalla Rete Italiana per il Disarmo che evidenzia come la riforma istituzionale voluta dal governo Renzi, contenga anche la modifica dell’articolo 78 della Costituzione che recita: “Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”.

La revisione dell’articolo 78 si rende necessaria per effetto della trasformazione dell’attuale Senato in Camera delle autonomie, un’assemblea non elettiva. Con tale modifica anche consiglieri regionali e sindaci avrebbero ottenuto  il potere di decidere dello stato di guerra del Paese e si è quindi deciso di escludere il Senato dalla deliberazione prevista dall’art. 78. Il risultato è che la decisione dello stato di guerra viene attribuita alla sola maggioranza semplice, ovvero quella che ha conferito la fiducia al governo.  Il rischio che ne deriva è quello che la dichiarazione dello “stato di guerra” sia affidata solo ai deputati e che, quindi, la decisione venga presa, di fatto, soltanto con i voti del partito di maggioranza alla Camera.
“E’ inaccettabile che una minoranza rispetto al Paese e all’elettorato prenda la decisione di far entrare l’Italia in guerra”, spiega il coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo, Francesco Vignarca che ricorda  come si tratta di “questioni fondatore della nostra Repubblica: chi ha scritto la nostra Costituzione sapeva bene cosa fosse la guerra e per questo il ripudio era netto. Chiediamo di poter riaprire una discussione politica e pubblica su questi argomenti a cominciare dall’articolo 78 e dall’articolo 11 della Costituzione dove chiaramente si dichiara che ‘l’Italia ripudia la guerra’”.
“Siamo stupiti che una modifica così rilevante venga attuata quasi recependo in automatico, con modalità da burocrate”, aggiunge Vignarca -. Vorremmo che su questo tipo di variazioni e su questo tema si aprisse una discussione più generale per capire cosa vuol dire ripudio della guerra e quali meccanismi mettere in pista. La soluzione immediata potrebbe essere alzare il quorum in modo che sia più qualificato, perché altrimenti il rischio è che ci vogliano meno voti per dichiarare lo stato di guerra che per eleggere il presidente della Repubblica”.                       

La Rete italiana per il disarmo, Rete della Pace e Sbilanciamoci rilanciano  un appello di diversi personaggi della cultura a sostegno di un emendamento sulla questione presentato da un largo numero di Deputati afferenti all’intergruppo dei “Parlamentari per la Pace”.
( Appello - http://www.disarmo.org/rete/a/41247.html )

 

lunedì 9 febbraio 2015

Ospitiamo giovani artisti dalla Transilvania-Romania

.La compagnia teatrale “Osono’”,  gruppo teatrale di professionisti provenienti da Sepsiszentgyorgy (Transilvania-Romania) è considerato il più innovativo laboratorio teatrale di giovani artisti contemporanei. Oltre a spettacoli teatrali, il gruppo promuove progetti educativi e sociali per aiutare giovani ed adulti nella ricerca del proprio ruolo nella società come persone responsabili.  Organizza spettacoli nelle più grandi città del mondo da Bangkok ad Amburgo ed è stato più volte ospitato a concorsi teatrali in Italia. Questi giovani artisti hanno ricevuto numerosi premi per la loro eccellente attività nella divulgazione della cultura. Lo spettacolo COME L’ACQUA RISPECCHIA IL VOLTO, collegando le esperienze degli attori con le storie di bambini solitari e abbandonati, di genitori incapaci, di giovani vulnerabili, offre la possibilità di creare un incontro con se stessi, con il pubblico e con Dio. Lo spettacolo è il prodotto di conversazioni e rilevamenti personali e rispecchia il tremito delle nostre anime. www.osono.ro

martedì 3 febbraio 2015

DIVERSITA': UN VIAGGIO TRA STEREOTIPI E PREGIUDIZI.

INVITO APERTO A CHIUNQUE SIA INTERESSATO ALLE TEMATICHE PROPOSTE:

"DIVERSITA': UN VIAGGIO TRA STEREOTIPI E PREGIUDIZI."


 

9-10 FEBBRAIO ORE 15-18 PRESSO LA SEDE DELL'ISTITUTO ROMAGNOSI DI PIACENZA.

PERCORSO FORMATIVO DINAMICO, NON FRONTALE E GRATUITO TENUTO DA MARINA LOVATO, formatrice di MLAL di Verona.

OBIETTIVO

Sperimentare insieme dinamiche e attività che possano essere poi riproposti da ognuno nel proprio contesto d'azione. Indicato per giovani che vogliano provare ad affrontare queste tematiche all'interno della propria scuola, gruppo scout, parrocchia o altri gruppi informali, Servizio civilisti, Educatori, Educatrici, Formatori, Insegnanti, Attivisti, Volontari...o Chiunque desideri anche solo approfondire l'argomento e avere la possibilità di un confronto.

STEREOTIPI E PREGUDIZI sono la cornice delle relazioni che quotidianamente costruiamo intorno a noi. I modelli culturali che ci guidano diventano dei codici di interpretazione che possono facilmente creare separazioni o incomprensioni. La DIVERSITA' è l'unica caratteristica che veramente abbiamo in comune tutti e tutte, è una delle più grandi ricchezze dell' Essere Umano. Oggi putroppo la lettura dei giornali, la visione dei programi televisivi o il navigare in internet ci obbligano a confrontarci inevitabilmente con termini quali razzismo, discriminazione, omofobia, conflitti sociali e culturali. Per questo vi invitiamo a partecipare a questo percorso che vuole essere un' opportunità per confrontarci, sperimentare e acquisire nuove competenze e strumenti per poter DIVENTARE "AGENTI DI SENSIBILIZZAZIONE" SUL TEMA DELLA DIVERSITA E EVENTUALMENTE ATTIVARE INIZIATIVE DI CITTADINANZA ATTIVA.
L'incontro fa parte della prima azione del progetto del TAVOLO DELLA PACE 2014-2015:
STRADE DI PACE, STRADE DI SOLIDARIETA' E LINGUAGGI UNIVERSALI: PERCORSI PER RENDERE VISIBILI MA ANCHE INDESIDERABILI XENOFOBIA, PREGIUDIZIO, DISCRIMINAZIONE E MILITARISMO DELLE MENTI E DEI TERRITORI.

giovedì 29 gennaio 2015

La straordinaria attualità di Gandhi.
Religione e laicità, contro il terrorismo e ogni guerra

Di Mao Valpiana*
 La marcia del sale
(...) E’ stato assassinato da un giornalista indù, alla testa di un complotto, che
non gli aveva perdonato la sua azione per la riconciliazione religiosa e la sua apertura ai musulmani.
Gandhi, che era di religione indù, fu considerato dai fondamentalisti di entrambe le parti come
un pericolo. Sono passati 67 anni, da quel 30 gennaio del 1948, e il fondamentalismo è ancora
un pesante ostacolo per i processi di pacifica convivenza; il terrorismo internazionale si maschera
dietro una religione per raggiungere l'obiettivo politico di destabilizzare e conquistare potere.
Dunque, non si può parlare di Gandhi senza riferirsi alla sua esperienza e alla sua definizione di
religione: “E’ l’elemento permanente della natura umana; non ritiene nessun sacrificio troppo
grave per trovare piene espressione e lascia l’anima totalmente inquieta fino a che non ha trovato
se stessa, conosciuto il suo Creatore e sperimentato la vera corrispondenza fra il creatore e se
stessa”. E poi prosegue: “Per me Dio è verità e amore; Dio è etica e morale; Dio è coraggio. Dio
è la fonte della luce e della vita e tuttavia è di sopra e di là di tutto questo. Dio è coscienza. E’
perfino l’ateismo dell’ateo. Trascende la parola e la ragione. E’ un Dio personale per coloro che
hanno bisogno della sua presenza personale. E’ incarnato per coloro che hanno bisogno del suo
contatto. E’ la più pura essenza. E’, semplicemente, per coloro che hanno fede. E’ tutte le cose per
tutti gli uomini. E’ in noi e tuttavia al di sopra e aldilà di noi...”.
Siamo in presenza di una religione aperta, libera, accogliente, amorevole, umana. La religione di
Gandhi coincide con la ricerca della Verità, perché Dio stesso è Verità, e la Verità è Dio. In questo
senso per Gandhi ogni problema che si pone, ogni questione che si deve affrontare, politica, sociale, economica, etica, collettiva o personale, è una sfida religiosa: “per me ciascuna attività, anche la più modesta, è guidata da quella che io considero la mia religione... la mia attività politica, come tutte le altre mie attività, procede dalla religione... perciò anche nella politica dobbiamo stabilire il regno dei cieli”. Tuttavia in Gandhi c’è posto anche per una piena laicità.
Credo ciecamente nella mia religione. Voglio morire per essa. Ma è una mia faccenda personale.
Lo Stato non c’entra. Lo Stato dovrebbe preoccuparsi del benessere temporale, dell’igiene, delle
comunicazioni, delle relazioni con l’estero, della circolazione monetaria e così via, ma non della
vostra o mia religione. Questa è affare personale di ciascuno”. (...)

 La novità emersa con Gandhi consiste nell’aver saputo trasformare le nonviolenza da fatto personale a fatto collettivo, da scelta di coscienza a strumento politico: con Gandhi la nonviolenza non è più solo un mezzo per salvarsi l’anima, ma diventa un modo per salvare la società. La nonviolenza è sempre esistita, presente in tutte le culture e in tutte le religioni, in oriente e in occidente, nei sacri testi della Bibbia e del Corano, della Bhagavad Gita e del Buddhismo. Ma è con Gandhi che la nonviolenza diventa un’arma di straordinaria potenza per liberare le masse oppresse. Il Mahatma ci ha fatto scoprire che la nonviolenza è insieme un fine ed un mezzo, che per abbracciare e farsi abbracciare dal satyagraha ci vuole fede, pazienza, sacrificio, dedizione, addestramento: “Il satyagrahi si allena giorno per giorno, in ogni istante della propria vita, per diventare capace di soffrire con gioia e apprendere la difficile arte del dono della vita.
 Egli agisce senza recriminazioni, con distacco, senza aspettarsi il risultato immediato delle proprie azioni e senza rivendicarne il merito. Non si stupisce della violenza che puo' essergli inflitta, non agisce con rabbia e utilizza ogni occasione che gli si presenta per trasformare il male con il bene.”
Gandhi è stato un grande innovatore, è stato l’uomo che ha riscattato il ventesimo secolo che
altrimenti sarebbe stato consegnato alla storia come un secolo buio, per gli orrori delle guerre
mondiali e per l’olocausto nei campi di sterminio. Gandhi è la preziosa eredità per il nuovo secolo.
La lezione di Gandhi ha suscitato molti proselitismi, in ogni parte del mondo. Dagli Stati Uniti di
Martin Luther King, al Sudafrica di Mandela, dalla Birmania di Aung San Suu Kyi, al Tibet del
Dalai Lama, ed in Italia con Maria Montessori, Aldo Capitini, Danilo Dolci; in America Latina e in
Europa, ovunque vi sono gruppi o popoli che lottano per i loro diritti ispirandosi alla forza attiva del
satyagraha.
Oggi non si può parlare di pacifismo senza fare i conti con la nonviolenza gandhiana.
La mobilitazione contro la guerra e il terrorismo (la guerra è terrorismo su vasta scala, e il terrorismo
è una guerra contro la società) è coerente e vincente solo se fatta con i mezzi della nonviolenza.
“La guerra è il più grande crimine contro l’umanità”. Gandhi condanna il ricorso alla violenza,
senza appello, e ci indica anche il metodo giusto alternativo: “Si dice: i mezzi in fin dei conti sono
mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto”. Dunque la nonviolenza di Gandhi è soprattutto
prassi, azione, sperimentazione. Tutta la sua vita è spesa in questa ricerca, tanto da intitolare la sua
autobiografia “Storia dei miei esperimenti con la verità”.
Il mondo è solo all’inizio dell’esplorazione delle potenzialità della nonviolenza, la sola via che può
salvare l’umanità.
* presidente del Movimento Nonviolento
30 gennaio 2015-ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GANDHI

venerdì 16 gennaio 2015


Il papà di Handala
Il 22 luglio 1987, su un marciapiede di Londra veniva colpito Naji al-Ali, disegnatore e vignettista palestinese. Papà premuroso di Handala, bimbo palestinese simbolo delle sue strisce di cui nessuno ha mai visto il volto perché è sempre stato disegnato di spalle. Un bambino che rappresentava la resistenza palestinese e un intero popolo, un bimbo che si sarebbe girato per mostrare il suo volto solo una volta tornato a casa sua, solo una volta tornato libero, in terra di Palestina.
Il papà di Handala, colui che muoveva quella matita così fastidiosa, era un uomo straordinario: a 10 anni era stato un Handala anche lui, esule, cacciato dalla sua terra e abitante di arrangiate tende nel campo di Chatila in Libano.
Naji al-Ali con la sua matita, ogni giorno, anche dal più lontano esilio londinese, colpiva il nemico israeliano occupante con strisce sottili e pungenti, laceranti e dolci, era un combattente instancabile, finchè Israele non decise di andarlo a cercare.
A tutt'oggi i colpevoli non sono stati arrestati. 
Violentemente privato del diritto di un’altra vignetta, di un altro disegno o di un altro attacco al potere, Naji al Ali non è stato mai dimenticato. La sua vita e i suoi disegni sono stati anche resi immortali dal film "Un artista con una visione".
See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/charlie-hebdo-satira-censure-omicidio-violenza-vignettisi-medioriente-uccisi-ali-farzat-naji-al-ali-f0ea004b-aa25-4bfd-bc30-6de91b76bf36.html#sthash.gnhD7m7H.dpuf


sabato 10 gennaio 2015

Dopo i fatti tragici e criminosi di Parigi..................
continuiamo il nostro lavoro nella nonviolenza attiva,creativa,intelligente e tenace che ci allena all'amore incondizionato per costruire un'economia di giustizia in un mondo senza frontiere con ancora più salda determinazione e passione perchè è l'unica strada che ha una testa e un cuore



“Come è difficile, in momenti così drammatici, tenere una penna ben salda nella mano. Decidere di non lasciarla per impugnare altri strumenti, che darebbero una sicurezza più grande nell’immediato, ma ingannevole nel tempo della Storia. Ancor più difficile è usarla, quella penna, per scrivere senza tremare che la risposta alla violenza è, gandhianamente, nella nonviolenza (ahiṃsā) e nella forza della verità (satyāgraha). Ma è proprio quando gli strilli della vendetta e gli sfollagente della ragion di Stato si levano verso il cielo, come accecante fumo nero, che la stretta delle nostre dita si deve fare più decisa e il nostro sguardo più limpido. Non sarà con le bombe e i loro eufemistici “danni collaterali”, non sarà con la chiusura di spinate frontiere e il tentativo di impedire quella inarrestabile onda che è l’incontro di culture, non sarà con il perseverare e l’acuire una tortura istituzionalizzata, fisica e psichica, che tuttora rende gli Stati cosiddetti democratici, correi di violenza. Soltanto una ricerca spasmodica, instancabile della piena realizzazione di uno stato di diritto, dentro e fuori i nostri confini, soprattutto mentali, potrà condurre gli esseri umani a ritrovare la sanità, la vitalità, la nonviolenza che sono il patrimonio genetico della nostra nascita. Difficile pensare e scrivere questa verità; ancor più difficile, forse, realizzarla”.
Così, in una nota di Paolo Izzo riportata su Libertà dell 11 Gennaio 2015

lunedì 15 dicembre 2014

Buone notizie per ricominciare....

Marinaleda (Spagna): un utopia concreta



Un posto dove la crisi non esiste, dove tutti possono dimenticare la paura di non poter fare la spesa o dormire sotto un tetto…no non sto sognando, questo posto esiste davvero.
Sono meno di tremila anime, ma è abbastanza per dare l’esempio al resto del mondo, la comunità andalusa di Marinaleda, a poco più di 100 km da Siviglia.
Proprio come molte comunità organizzate si prefiggono, fin dagli anni ’80 la giunta comunale guidata da Juan Manuel Sánchez Gordillo, un importante esponente del Sindacato dei lavoratori agricoli, assicura a Marinaleda un tasso di disoccupazione pari allo 0%.
“Come è possibile tutto questo?” – vi starete chiedendo.
Ebbene, è possibile grazie allo storico Alcalde definito spesso pazzo visionario, ha dato il nome di Utopia a questa politica che nell’arco di un trentennio ha rimesso in piedi i cittadini partendo dall’unica risorsa possibile: la terra.
Il segreto del successo di questa visione è molto semplice, si progredisce animati non dalla competizione, bensì dalla cooperazione: quasi tutti i cittadini sono infatti parte della grande cooperativa agricola “Humar” creata dagli stessi lavoratori che garantisce la piena sussistenza a tutti.
La produzione dei prodotti locali quali peperoni, carciofi, legumi, olio d’oliva si è affermata nel commercio e nella distribuzione spagnola e non solo: si esporta anche all’estero, in Italia e persino in Venezuela.
Altra garanzia di pace è la quota salariale uguale per tutti, qualunque sia la mansione: 47 euro al giorno per sei giorni la settimana.

Inoltre, a Marinaleda basta mettere a disposizione la propria forza lavoro per esercitare il proprio diritto alla casa: nessun mutuo e nessun interesse da versare ad istituti di credito.
Il terreno e il progetto, infatti sono a carico del Municipio, il denaro lo presta a tasso zero il governo andaluso e la quota mensile da versare per l’acquisto la decidono in assemblea gli stessi cittadini autocostruttori. Il tutto con un anticipo di soli 15 euro.
Le questioni sociali vengono da affrontate da mensili Assemblee Generali di ellenica memoria e da Gruppi d’Azione che si prefiggono di risolvere più specifici problemi.
Sono efficienti i servizi ai cittadini tra cui l’asilo pubblico che costa solo 12 euro mensili, una piscina accessibile per tutta l’estate a soli 3 euro e la responsabilità della cura degli spazi comuni quali strade aiuole e giardini è tutta dei cittadini, lieti di rendersi parte attiva di un sogno realizzato.
E’ facile indovinare che in questo sistema praticamente la criminalità NON ESISTE, e di conseguenza non esiste polizia, con un bel risparmio di soldi pubblici disponibili per altri investimenti.
Gli uliveti ed i campi coltivati a perdita d’occhio esprimono tutta l’anima di questo angolo di paradiso ispirato ai principi più alti del socialismo, le vie urbane fanno omaggio a personaggi come Salvador Allende, Che Guevara, oppure veri e propri valori umani: solidarietà, o fraternità, o speranza.
Non a caso il simbolo di Marinaleda è una colomba che vola sul paese ed intorno la scritta: “Marinaleda – Un’utopia verso la pace”.
L’utopia è diventata realtà, almeno a Marinaleda.
Diana Migliano

domenica 30 novembre 2014


 Una rete per Gaza

 
 
Prosegue con successo la Campagna lanciata dalla rete piacentina “Restiamo umani” per raccogliere farmaci da inviare agli ospedali di Gaza, dove la situazione sanitaria, dopo la guerra dell’estate scorsa, rimane sempre gravissima a causa della distruzione della rete idrica e fognaria e di molti ospedali e strutture mediche.

I banchetti di raccolta dei farmaci hanno avuto inizio sabato 22 novembre davanti ad alcune farmacie di città e provincia. Da un lato la risposta delle persone è stata molto positiva: ognuno secondo le sue possibilità, i/le cittadini/e hanno acquistato qualcosa da deporre nel cesto di raccolta. Dall’altro la collaborazione di tante farmacie ha reso palpabile la sensibilità della categoria e permesso l’incanalarsi della generosità e la trasmissione delle informazioni

Nella scorsa settimana ci sono stati banchetti di raccolta davanti alle farmacie di Travo e di Pontenure (martedì 25 novembre) e a Piacenza presso le Farmacie Zacconi, via Legnano, Cardona e Corvi, via Colombo 124, Dallavalle, v.le Dante 34 e in provincia a Bobbio presso la Farmacia Resposi  (sabato 29 novembre) .

Ecco i prossimi appuntamenti:
mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre, Piacenza
Farmacia Boselli, via Guercino 46/50, ang. via Boselli (pomeriggio)

venerdì 5 dicembre, Roveleto di Cadeo
Farmacia del Santuario, dalle 9.00-12.30 e dalle 15.30.19.30
Inoltre varie farmacie si sono rese disponibili a raccogliere i farmaci da inviare a Gaza all’interno del proprio negozio anche in assenza dei volontari: hanno allestito dei dispenser con i farmaci più richiesti dagli ospedali di Gaza e i relativi prezzi, hanno esposto il materiale informativo della campagna e preparato un cesto dove chi vuole può acquistare e lasciare una o più confezioni.

Queste le farmacie dove è possibile contribuire ogni giorno e in ogni orario:
Piacenza
Farmacia Cardona, via Colombo 124
Farmacia Boselli, via Guercino 45/50, ang, via Boselli
Gariga
Farmacia comunale
Travo
Farmacia Colombi
Pontenure
Farmacia Eccher dove in particolare si raccolgono soluzioni fisiologiche per flebo del costo di €.1,80
Fiorenzuola
Farmacia Silva, via San Rocco
Parafarmacia “Pharma Family Fiore”, via Liberazione
Farmacia Mantovani, p.zza Molinari

rete “Restiamo Umani – Piacenza”
donne e uomini contro la guerra, Piacenza, Rete Radiè Resch, gruppo piacentino affidatarie/i di bambine/i di Jabalia-Gaza, Mondo Aperto APS, Sentieri nel mondo APS, MCE, Piacenza, Legambiente, Piacenza, Avè, CGIL, Piacenza, Piccolo Mondo, La Pecora Nera, Comitato Acqua Bene Comune, Piacenza - CISL, Piacenza, UIL, Piacenza, Caritas diocesana Piacenza-Bobbio, MLAL, Piacenza, Centro Missionario diocesano, Circolo ARCI VIK, Associazione Padre Antonino Magnani, Comitato “Comandante Muro” - ANPI, Piacenza, UDS, Piacenza, Mele Verdi - collettivo “Il Mulo”, AS.SO.FA., Amnesty International, Piacenza, Libera, Piacenza, ARCI, Piacenza
 
Per informazioni rivolgersi ad uno dei Nodi della rete e/o a:
Chiara Casella
0523 957210 – 346 3550029

sabato 29 novembre 2014


Israele a EXPO:
"Campi di domani"
o un domani senza più campi occupati?

 
#‎EXPO2015‬ | ISRAEL PAVILION
2.369 mq firmati dallo studio David Knafo. Un “giardino verticale” alto 12 metri che cambia i colori secondo lo scorrere delle stagioni. Con il tema “I campi di domani”, i progressi nell’irrigazione delle zone aride sono protagonisti del Padiglione Israele a Expo2015 http://bit.ly/SNtRfp

“La presenza in pompa magna di Israele nell'Expo conferma che dietro il tema “nutrire il pianeta” si nascondono coloro che si muovono in senso esattamente opposto. Il padiglione dello stato sionista, denominato “Campi di domani”, sarà situato in una posizione privilegiata, a fianco di quello italiano – paese organizzatore, a dimostrazione dei saldi legami tra i due stati - all'incrocio fra i due assi principali dell'Esposizione e, con una dimensione di 2.400 metri quadrati intenderà propagandare le “eccellenze” dell'Occupazione israeliana, come l'agricoltura e lo sfruttamento delle risorse idriche arabo-palestinesi.”
http://www.bdsitalia.org/index.php/component/tortags/tag/expo_2015

Nel progetto consultabile on line sul sito ufficiale di Expo 2015, Israele si vanta dell’alto livello di sviluppo nel settore dell’agroalimentare e nella lotta contro la desertificazione. E ancora. Punta di diamante nella progettazione del padiglione che aprirà il 1 maggio prossimo, è l’alto livello di competenza tecnologica raggiunto da Israele nelle opere di “bonifica” dei terreni incolti.

Nel progetto però, non sono ben specificati di quali terreni si tratti.
Quando Expo2015 aprirà le sue porte, sarà interessante scoprire se Israele inserirà tra i prodotti della sua terra anche quelli provenienti dalle aree occupate in Cisgiordania. O se tra le primizie che il paese esporrà ci saranno anche i raccolti provenienti dalle colonie sioniste della West Bank. “Mostrare il vero carattere di Israele e non quello che di norma appare sui giornali” è l’obiettivo che i responsabili della struttura vogliono raggiungere dal punto di vista mediatico. Secondo alcuni dati, oggi in Israele l’agricoltura rappresenta circa il 2,4 del Pil e circa il 2% delle esportazioni, e il Paese produce oltre il 90% del proprio fabbisogno alimentare. Sulle terre degli altri.





lunedì 10 novembre 2014

DIMENTICARE GAZA?

Giovedì 20 novembre 2014 – ore 21.00

Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano
 Via Sant’Eufemia 12 – Piacenza
DIMENTICARE GAZA?
Proiezione del docu-film:


di Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli, Alberto Mussolini e Nicola Grignani (Italia 2013, 64’)
 
Striplife racconta la giornata di sette personaggi che in comune hanno poco come stile di vita, età e classe sociale, ma che sono uniti da un “destino” comune e ineluttabile, quello di essere nati nella Striscia di Gaza, un lembo di terra lungo 41 km e largo appena 6-7 km, che da decenni è in guerra – a più o meno alta o bassa intensità, a seconda dei periodi – con il suo vicino Israele. Il documentario è stato girato da un gruppo di cinque registi italiani che miravano a mostrare una Gaza diversa da quella dei telegiornali nei giorni di guerra, quella di tutti i giorni, che resiste, vive, crea nonostante le bombe: “il contadino che come forma di resistenza continua a piantare i semi ogni anno”.

  Alla proiezione sarà presente uno dei registi.

  Seguirà una connessione via skype con Meri Calvelli, cooperante del’ong ACS, da Gaza

 

Donne e uomini contro la guerra - Piacenza

martedì 4 novembre 2014

" 100 ANNI DI GUERRE BASTANO! "



Martedì 4 novembre, ore 20.45 presso Spazio2
(ex-circoscrizione 2 in via XXIV Maggio a Piacenza)

" 100 ANNI DI GUERRE BASTANO! "
- Voci di Pace dalla marcia Perugia-Assisi 2014 -



Una serata organizzata dal Tavolo della Pace in collaborazione con il Comune di Piacenza che rappresenta una doppia occasione:

1) I giovani che hanno partecipato all'ultima edizione della marcia per la pace Perugia-Assisi riporteranno le proprie riflessioni ed impressioni sull'esperienza e ci inviteranno a pensare a tutti i momenti in cui anche noi oggi possiamo dire NO! a guerre ed inutili stragi come la 1° Guerra Mondiale di cui ricorre il centenario

2) In un confronto con alcuni adulti piacentini che in passato hanno mosso OBIEZIONE a guerre, spese militari e commercio di armi, ci chiederemo quali e quanti sono le occasioni concrete per poter fare obiezione allo stesso modo ancora oggi.
Tra queste, l'attualissima proposta di legge per un dipartimento della Difesa Civile Non armata e Non violenta


DIRE NO A GUERRE, SPESE MILITARI E COMMERCIO D'ARMI E' POSSIBILE ANCORA OGGI, NOI DESIDERIAMO RIBADIRLO E FARE PROPOSTE CONCRETE DI TUTELA DELLA PACE, PROPRIO IL 4 NOVEMBRE, GIORNO SOLITAMENTE RICONOSCIUTO CON LA FESTA DELLE FORZE ARMATE.
LE ARMI PRODUCONO VITTIME INNOCENTI E DISTRUZIONE....A NOSTRO PARERE NON C'E' NULLA DA FESTEGGIARE, E' IMPORTANTE INVECE RICORDARE LE VITTIME E DIRE A GRAN VOCE "MAI PIU'!" E PROPORRE AZIONI CONCRETE DI TUTELA DELLA PACE E DEI DIRITTI UMANI.https://www.facebook.com/events/355505317942412/?ref_newsfeed_story_type=regular

domenica 26 ottobre 2014

Campagna per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla difesa civile non armata e nonviolenta

Mercoledì 29 ottobre 2014,
dalle 18,15
presso il Centro interculturale di Piacenza
Via 21 Aprile N.15 
incontro di approfondimento sul tema:

Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta “UN’ALTRA DIFESA E’ POSSIBILE” che si articolerà nella raccolta di firme per la Legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”.

Con questa Legge si propone l’istituzione di un Dipartimento che comprenda i Corpi civili di pace e l’Istituto di ricerche sulla Pace e il Disarmo e che abbia forme di interazione e collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ed il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra, e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale, cioè la realizzazione di una difesa civile alternativa alla difesa militare, finanziata dal bilancio statale e finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.
Vi indico materiali per l'approfondimento invitando chi di voi parteciperà a prenderne visione, se trova il tempo, almeno parzialmente e, se possibile, a proporsi per riferire su uno di questi o su altri materiali o osservazioni, per evitare una gestione dell'incontro passiva, non partecipata con un relatore che relaziona e un uditorio che ascolta.

Io proporrò degli spunti introduttivi.
Grazie,
Francesca Molinari

giovedì 16 ottobre 2014

Quando migrare era una cosa normale: Arti e Pensieri per il Tavolo della pace

Da un progetto dello SVEP un percorso per le scuole contro il razzismo nei
confronti dei migranti.
Via al Bando per la selezione delle classi che parteciperanno a “Siamo tutti Africani! Quando migrare era una cosa normale...”: la proposta dell'associazione culturale Arti e Pensieri rientra nel programma che il Tavolo della pace 2014/2015 ha presentato alla Regione con lo SVEP.
“Strade di pace – strade di solidarietà e linguaggi universali” intitola l'insieme dei percorsi che, coinvolgendo enti locali, associazioni e organizzazioni non governative, mira a rendere visibili, ma anche indesiderabili, xenofobia, pregiudizio e discriminazione, militarismo delle menti e dei territori.
Le proposte contenute nel programma accompagnano la cittadinanza, in particolare giovanile, nell'Anno Europeo della Cooperazione allo sviluppo e nell'inizio del triennio che ricorderà gli orrori della Prima guerra mondiale: il fine è quello di smantellare la fiducia in qualsiasi “guerra preventiva” e indirizzare risorse ed energie verso un'economia di giustizia, cooperazione creativa e nonviolenza. I ragazzi saranno portati a leggere sulla città tracce e segnali che ci permettano di capire “Dove siamo e come stiamo?”, facendoci immaginare come potrebbe essere il nostro futuro alla luce di ciò che si sta seminando oggi; “Che cosa vogliamo preservare?” sarà la domanda guida nella costruzione di linguaggi per comunicare nella diversità, relazioni, economie e strade solidali, anche a partire dalle contraddizioni della crisi.
Arti e Pensieri vuole arrivare ai bambini delle scuole primarie, ai loro insegnanti, fino a coinvolgere attivamente le famiglie dei piccoli studenti, solitamente difficili da integrare. Intrecciato con i programmi delle classi terze alle quali è rivolto, il percorso parte dal periodo della preistoria, quando i nostri antenati Sapiens sono usciti dalla culla di tutta l’umanità, l’Africa, e, arrivati in Europa, si sono trovati di fronte un uomo di un’altra specie, il bianco Neanderthal che già vi abitava da tempo. Si ribalteranno quindi le prospettive, risalendo all’epoca in cui i primi ‘immigrati’ dalla pelle scura, probabilmente guardati con sospetto, siamo stati proprio noi...
Si intenderà arrivare a riflettere su come nel mondo antico migrare fosse la normalità e su quanto il concetto di confine sia un prodotto della nostra mente tutto sommato recente, se visto sul lungo periodo della nostra storia.
Da gennaio a maggio, il percorso prevede 3 incontri con le classi, suddivisi in visite guidate alla sezione preistorica del Museo Civico di Palazzo Farnese e alla mostra Migrazioni (di uccelli e uomini antichi e moderni) al Museo di Storia naturale, lezioni interattive con laboratorio pratico per la creazione di un libretto pop-up sul tema. Verranno anche coinvolte le famiglie dei piccoli partecipanti sia durante il percorso che alla fine, in una giornata di restituzione finale.
In estate, poi, i bambini avranno la possibilità di coronare l’esperienza partecipando al progetto di costruzione e varo nel Po di una piroga che verrà ricostruita in scala reale per la terza edizione de IL PO RICORDA, manifestazione a cura di Arti e Pensieri con la collaborazione del Comune di Piacenza.

Fino al 19 ottobre sarà possibile partecipare al Bando per la selezione delle 3 classi che saranno le protagoniste del progetto. Gli insegnanti possono scaricare dal sito www.artiepensieri.com il modulo da compilare e inviarlo compilato all'indirizzo e-mail artiepensieri@virgilio.it.
Il 20 ottobre saranno rese note le classi vincitrici, in modo che già da novembre gli insegnanti possano iniziare il percorso di formazione, accompagnati dagli operatori di Arti e Pensieri.
Perché i musei possono e devono essere vissuti come luoghi di cultura e integrazione, ‘porto franco’ e cuore della città di tutti.


Informazioni all'indirizzo artiepensieri@virgilio.it o ai numeri 340.6160854, 333.6738327.
www.artiepensieri.com
Facebook: ArtiEpensieri Piacenza
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Martina Fontanesi 349.1035405 // martina.fontanesi@icloud.com